Un dente devitalizzato può durare molti anni, anche per tutta la vita, se il trattamento è stato eseguito correttamente, il dente viene ricostruito in modo adeguato e viene sottoposto a controlli periodici.

Nel nostro studio dentistico a Firenze ci occupiamo di endodonzia e odontoiatria conservativa con un obiettivo preciso: cercare, quando le condizioni cliniche lo consentono, di preservare il dente naturale e la maggiore quantità possibile di tessuto dentale sano.

La devitalizzazione, infatti, non significa che il dente sia destinato a essere perso. Al contrario, il trattamento endodontico ha proprio l’obiettivo di conservare un dente naturale quando la polpa dentale è ormai compromessa.

Dopo la devitalizzazione, però, è importante valutare attentamente quanto tessuto dentale sano è rimasto e scegliere la ricostruzione più adatta. In alcuni casi può essere sufficiente una ricostruzione diretta, mentre in altri può essere indicato un intarsio o una corona.

Vediamo perché.

Cos’è un dente devitalizzato?

La devitalizzazione, chiamata più correttamente trattamento endodontico o terapia canalare, consiste nella rimozione della polpa dentale compromessa dall’interno del dente.

La polpa contiene nervi e vasi sanguigni e può andare incontro a infiammazione o necrosi, per esempio in seguito a:

  • carie profonde;
  • traumi dentali;
  • fratture;
  • precedenti restauri molto estesi;
  • infezioni della polpa.

Durante il trattamento vengono detersi e disinfettati i canali presenti all’interno delle radici, che vengono successivamente sigillati con materiali specifici.

L’obiettivo è eliminare il tessuto pulpare compromesso e creare le condizioni affinché il dente naturale possa essere mantenuto in bocca.

Quanto dura un dente devitalizzato?

Non esiste una durata uguale per tutti.

Un dente devitalizzato ben trattato e correttamente restaurato può durare molti anni. La prognosi dipende però da diversi fattori, tra cui:

  • quantità di tessuto dentale sano rimasto;
  • presenza di carie o fratture;
  • qualità del trattamento endodontico;
  • qualità e tenuta della ricostruzione;
  • posizione del dente;
  • carichi masticatori;
  • presenza di bruxismo o altre parafunzioni;
  • salute delle gengive e dei tessuti di sostegno;
  • igiene orale;
  • regolarità dei controlli odontoiatrici.

Per questo motivo, parlare genericamente di una durata di 10, 15 o 20 anni può essere fuorviante. Ogni dente deve essere valutato individualmente.

L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente far durare una ricostruzione il più a lungo possibile, ma preservare nel tempo il dente e la maggiore quantità possibile di tessuto dentale sano.

Un dente devitalizzato è più fragile?

Si sente spesso dire che un dente devitalizzato diventa inevitabilmente fragile perché non è più “vivo”. La realtà è più complessa.

La maggiore vulnerabilità di molti denti sottoposti a terapia canalare è legata soprattutto alla perdita di struttura dentale avvenuta prima e durante il trattamento.

Una carie molto profonda, una vecchia otturazione estesa o una frattura possono aver già eliminato una parte importante della struttura del dente. A questa perdita si aggiunge quella necessaria per accedere al sistema canalare.

Di conseguenza, il dente può avere una minore capacità di resistere alle forze della masticazione.

È proprio per questo che la fase successiva alla devitalizzazione è fondamentale.

Quando deve essere ricostruito un dente devitalizzato?

Dopo una terapia canalare è necessario ripristinare in modo adeguato la parte di dente mancante e garantire una buona sigillatura.

La scelta del tipo di ricostruzione dipende principalmente da quanto tessuto dentale sano è ancora presente.

Non tutti i denti devitalizzati, quindi, devono essere trattati nello stesso modo.

Ricostruzione diretta

Quando la perdita di struttura è limitata e rimane una quantità sufficiente di tessuto sano, può essere possibile eseguire una ricostruzione diretta in materiale composito.

Il dentista ricostruisce la parte mancante cercando di recuperare forma, funzione e corretti contatti con i denti vicini e antagonisti.

Intarsio dentale

Quando la perdita di sostanza è più importante, può essere indicato un intarsio, cioè un restauro realizzato su misura e successivamente cementato adesivamente al dente.

A seconda della situazione clinica, l’intarsio può ricoprire anche una o più cuspidi del dente, contribuendo a proteggerle dalle sollecitazioni masticatorie.

Questo tipo di soluzione permette, nei casi appropriati, di adottare un approccio conservativo preservando il tessuto dentale sano ancora presente.

Corona dentale

Quando il dente è molto compromesso e la struttura residua non offre sufficiente resistenza, può essere necessario ricorrere a una corona dentale.

La corona ricopre il dente e ha l’obiettivo di ripristinarne forma e funzione, proteggendo la struttura residua.

Anche in questo caso, però, l’indicazione deve derivare dalla situazione clinica specifica: essere devitalizzato non significa automaticamente dover essere incapsulato.

Meglio un intarsio o una corona dopo la devitalizzazione?

Non esiste una risposta valida per tutti.

La scelta tra ricostruzione diretta, intarsio e corona dipende dalla quantità e dalla qualità della struttura dentale residua, dalla posizione del dente e dalle forze alle quali sarà sottoposto.

In odontoiatria conservativa il principio è cercare, quando clinicamente possibile, di preservare la maggiore quantità possibile di tessuto dentale sano.

Per questo la decisione viene presa dopo una valutazione accurata del singolo caso, evitando sia trattamenti insufficienti sia la rimozione non necessaria di tessuto sano.

Quanto tempo può passare tra devitalizzazione e ricostruzione?

La ricostruzione definitiva è parte integrante del trattamento del dente devitalizzato.

Lasciare per un periodo prolungato un dente con una ricostruzione provvisoria può aumentare il rischio di infiltrazioni, perdita del restauro o frattura della struttura dentale residua.

Le tempistiche dipendono comunque dal singolo caso. In alcune situazioni il dentista può decidere di attendere prima di procedere con il restauro definitivo, per esempio per controllare l’evoluzione clinica del dente.

È quindi importante seguire le indicazioni ricevute e non considerare necessariamente concluso il percorso terapeutico nel momento in cui termina la terapia canalare.

Un dente devitalizzato può fare male?

Sì. Un dente devitalizzato non possiede più una polpa vitale, ma è comunque circondato da tessuti innervati.

Nei giorni immediatamente successivi alla terapia può essere presente una certa sensibilità alla masticazione. Se invece il dolore compare a distanza di tempo, persiste o aumenta, è opportuno effettuare un controllo.

Tra le possibili cause possono esserci problemi a carico dei tessuti che circondano la radice, infiltrazioni, fratture o la necessità di rivalutare il precedente trattamento endodontico.

La comparsa di dolore non significa automaticamente che il dente debba essere estratto: prima di decidere come intervenire è necessario individuarne la causa.

Come capire se un dente devitalizzato ha un problema?

Un dente già sottoposto a terapia canalare può richiedere una valutazione se compaiono:

  • dolore durante la masticazione;
  • gonfiore della gengiva;
  • comparsa di una fistola sulla gengiva;
  • sensazione che il dente sia “più alto” degli altri;
  • rottura o distacco della ricostruzione;
  • frattura di una parte del dente;
  • cambiamenti significativi nell’aspetto del dente.

Esistono però anche problemi che possono evolvere senza sintomi evidenti. Per questo i controlli odontoiatrici periodici rimangono importanti anche quando il dente non fa male.

Si può salvare un dente devitalizzato che si è rotto?

Dipende dal tipo e dall’estensione della frattura.

Una piccola frattura della ricostruzione è molto diversa da una frattura che interessa profondamente la radice. La possibilità di recuperare il dente deve quindi essere stabilita attraverso una valutazione clinica e, quando necessario, radiografica.

Quando esistono condizioni favorevoli, l’obiettivo è sempre quello di valutare prima le possibilità di conservare il dente naturale.

Come far durare più a lungo un dente devitalizzato?

Una volta completato il trattamento, alcune abitudini contribuiscono alla salute del dente nel tempo:

  • mantenere una buona igiene orale quotidiana;
  • sottoporsi regolarmente alle sedute di igiene professionale;
  • effettuare i controlli odontoiatrici programmati;
  • intervenire rapidamente se una ricostruzione si rompe o si distacca;
  • evitare di utilizzare i denti per rompere o mordere oggetti molto duri;
  • valutare eventuali problemi di bruxismo quando presenti.

Anche un dente devitalizzato può sviluppare una nuova carie. La prevenzione continua quindi a essere fondamentale.

Dente devitalizzato: diagnosi e approccio conservativo nel nostro studio dentistico a Firenze

Nel nostro studio consideriamo la terapia canalare e la successiva ricostruzione come parti di un unico percorso terapeutico.

Il nostro approccio parte sempre dalla diagnosi e dalla valutazione della struttura dentale residua. Quando le condizioni cliniche lo permettono, cerchiamo di conservare il dente naturale e di preservare la maggiore quantità possibile di tessuto dentale sano.

La soluzione più appropriata non è necessariamente quella più estesa: è quella indicata per quel particolare dente e per quella particolare persona.

Se hai già un dente devitalizzato, una vecchia ricostruzione che vuoi controllare o avverti dolore durante la masticazione, presso il nostro studio dentistico a Firenze possiamo valutarne lo stato e verificare se sia necessario intervenire.

Domande frequenti sul dente devitalizzato

Quanto può durare un dente devitalizzato?

Un dente devitalizzato correttamente trattato, restaurato e mantenuto può durare molti anni. Non esiste però una durata prestabilita: dipende dalle condizioni iniziali del dente, dalla quantità di struttura residua, dalla ricostruzione e dal mantenimento nel tempo.

Un dente devitalizzato deve sempre essere incapsulato?

No. La necessità di una corona dipende dalla quantità e dalla qualità della struttura dentale rimasta, dalla posizione del dente e dai carichi masticatori. In alcuni casi possono essere indicate soluzioni più conservative, come una ricostruzione diretta o un intarsio.

Un dente devitalizzato può cariarsi?

Sì. Anche se la polpa è stata rimossa, i tessuti duri del dente possono essere interessati da una nuova carie. Igiene orale e controlli periodici restano quindi indispensabili.

Perché un dente devitalizzato può fare male?

Anche senza una polpa vitale, intorno alla radice sono presenti tessuti innervati. Dolore o fastidio possono essere legati a diverse condizioni e richiedono una valutazione odontoiatrica per identificarne la causa.

Se un dente devitalizzato si rompe deve essere estratto?

Non necessariamente. Dipende dall’estensione e dalla posizione della frattura e dalla quantità di tessuto dentale recuperabile. Prima di decidere l’estrazione è necessario valutare le possibilità di conservazione del dente.

Dove posso far controllare un dente devitalizzato a Firenze?

Nel nostro studio a Firenze possiamo valutare clinicamente il dente, la terapia canalare eseguita in precedenza e lo stato della ricostruzione, individuando, quando necessario, il trattamento più appropriato.