Il dente del giudizio può rimanere per anni senza provocare alcun disturbo oppure diventare improvvisamente doloroso. Gonfiore, difficoltà ad aprire la bocca, fastidio durante la masticazione e dolore nella parte posteriore della mandibola sono alcuni dei sintomi che possono portare a chiedersi: il dente del giudizio deve essere tolto?
La risposta non è sempre sì.
Non tutti i denti del giudizio devono essere estratti. La decisione dipende dalla loro posizione, dallo spazio disponibile, dallo stato dei tessuti circostanti e dall’eventuale presenza di patologie.
Presso il nostro Studio Massai Ferraro Selvaggi di Firenze, la valutazione dei denti del giudizio parte quindi dalla diagnosi: prima di decidere se intervenire è necessario capire la situazione clinica del singolo paziente.
Cosa sono i denti del giudizio?
I denti del giudizio sono i terzi molari, cioè gli ultimi denti presenti posteriormente nelle arcate dentarie.
Generalmente iniziano a comparire tra la tarda adolescenza e la prima età adulta, anche se tempi e modalità di eruzione possono variare molto da persona a persona.
Alcuni denti del giudizio erompono completamente e trovano spazio nell’arcata senza provocare problemi. Altri rimangono parzialmente coperti dalla gengiva oppure completamente inclusi nell’osso.
Ed è proprio in queste situazioni che possono comparire disturbi.
Che problemi può dare il dente del giudizio?
Un dente del giudizio che sta erompendo non provoca necessariamente dolore. Quando però manca lo spazio sufficiente o si sviluppa un’infiammazione, possono comparire diversi sintomi.
Tra i più frequenti troviamo:
- dolore nella parte posteriore della bocca;
- gengiva gonfia o arrossata;
- dolore durante la masticazione;
- sensibilità della zona;
- difficoltà nell’aprire completamente la bocca;
- cattivo sapore o alito sgradevole;
- dolore che può irradiarsi verso l’orecchio o la mandibola;
- gonfiore della guancia.
Il dolore durante la masticazione, però, non è necessariamente legato al dente del giudizio: può avere diverse origini. Se vuoi approfondire, abbiamo raccolto le principali cause nel nostro articolo dedicato al dolore al dente quando mastichi.
La presenza di uno o più di questi sintomi non significa automaticamente che il dente debba essere estratto.
È necessario comprenderne la causa.
Perché il dente del giudizio fa male?
Il dolore al dente del giudizio può avere origini differenti.
Una delle situazioni più frequenti si verifica quando il dente riesce a erompere soltanto parzialmente. Una porzione rimane coperta dalla gengiva, creando una zona difficile da mantenere pulita.
Batteri e residui alimentari possono accumularsi sotto il tessuto gengivale e favorire un processo infiammatorio chiamato pericoronite.
Il dolore può però dipendere anche da:
- carie del dente del giudizio;
- carie del molare adiacente;
- posizione anomala del dente;
- infiammazione dei tessuti circostanti non dovuti a pericoronarite;
- infezioni;
- problemi parodontali;
- pressione o trauma sui tessuti vicini.
Per questo limitarsi a controllare il dolore senza individuarne l’origine può ritardare la diagnosi del problema.
Dente del giudizio infiammato: cos’è la pericoronite?
La pericoronite è un’infiammazione dei tessuti gengivali che circondano un dente parzialmente erotto, frequentemente un dente del giudizio inferiore.
Quando una parte della corona rimane coperta dalla gengiva, si può creare uno spazio nel quale è difficile eseguire correttamente le normali manovre di igiene orale.
La zona può diventare rossa, gonfia e dolorosa.
In alcuni casi possono comparire anche:
- difficoltà ad aprire la bocca;
- dolore durante la deglutizione;
- cattivo sapore;
- secrezione dalla zona;
- gonfiore;
- febbre.
Una pericoronite richiede una valutazione odontoiatrica. Il trattamento dipenderà dalla situazione clinica e dalla possibilità o meno di mantenere il dente nel lungo periodo.
Dente del giudizio incluso: cosa significa?
Si parla di dente del giudizio incluso quando il dente non riesce a erompere normalmente nell’arcata e rimane completamente o parzialmente all’interno dell’osso o della gengiva.
L’inclusione può essere legata alla mancanza di spazio o alla posizione del dente.
Un dente incluso può essere orientato verticalmente, inclinato verso il molare vicino oppure assumere altre posizioni.
Ma un punto è importante: un dente del giudizio incluso non deve necessariamente essere estratto solo perché è incluso.
Se non provoca sintomi e non sono presenti patologie associate, l’odontoiatra può valutare se sia sufficiente monitorarlo nel tempo.
Quando bisogna togliere il dente del giudizio?
L’estrazione del dente del giudizio viene valutata quando mantenerlo comporta un problema attuale o un rischio clinico significativo.
Tra le situazioni che possono portare a considerare l’estrazione troviamo:
- episodi ricorrenti di infiammazione o pericoronite;
- carie non adeguatamente trattabili;
- danni al dente adiacente;
- problemi parodontali;
- infezioni;
- alcune patologie associate al dente incluso;
- posizione che rende impossibile una corretta igiene;
- indicazioni specifiche nell’ambito di altri trattamenti odontoiatrici.
La decisione deve comunque essere individuale.
Non esiste una regola secondo cui tutti i denti del giudizio devono essere tolti.
Quando invece il dente del giudizio può rimanere?
Se il dente del giudizio è correttamente posizionato, sano, funzionale e può essere mantenuto pulito, non è detto che esista un motivo per estrarlo.
Anche alcuni denti inclusi e asintomatici possono essere semplicemente controllati nel tempo, quando la valutazione clinica e radiografica non evidenzia problemi.
Questo rispecchia un principio importante dell’odontoiatria conservativa: un trattamento deve avere un’indicazione clinica precisa.
L’estrazione non dovrebbe essere automatica, ma basata sul rapporto tra benefici e possibili rischi per quel determinato paziente.
Come si valuta un dente del giudizio?
La valutazione inizia con la visita odontoiatrica.
L’odontoiatra osserva la posizione del dente, lo stato della gengiva, la possibilità di mantenerlo correttamente pulito e l’eventuale presenza di carie o infiammazione.
Quando necessario, la valutazione viene completata con esami radiografici.
Una radiografia panoramica può permettere di studiare:
- posizione e inclinazione del dente;
- rapporto con il molare vicino;
- forma e sviluppo delle radici;
- strutture anatomiche circostanti;
- eventuali alterazioni associate.
In determinate situazioni può essere indicato un esame tridimensionale per ottenere informazioni anatomiche più dettagliate, soprattutto quando devono essere valutati rapporti particolarmente delicati.
Togliere il dente del giudizio fa male?
È una delle domande più frequenti prima dell’estrazione.
La procedura viene normalmente eseguita con anestesia locale, con l’obiettivo di evitare dolore durante l’intervento.
La complessità dell’estrazione può essere molto diversa da caso a caso. Un dente completamente erotto e facilmente accessibile non presenta le stesse caratteristiche di un dente incluso nell’osso o con una posizione anatomica complessa.
Nei giorni successivi è normale poter avvertire dolore, gonfiore o fastidio, la cui intensità varia in base al tipo di intervento e alla risposta individuale.
Seguire attentamente le indicazioni ricevute dopo l’estrazione contribuisce a una corretta guarigione.
Quanto dura il gonfiore dopo l’estrazione?
Dopo l’estrazione di un dente del giudizio può comparire gonfiore nella zona interessata.
Generalmente tende ad aumentare nelle prime giornate per poi ridursi progressivamente. Tempi e intensità possono però variare considerevolmente in relazione alla complessità dell’intervento e alle caratteristiche individuali.
Se il gonfiore aumenta invece di diminuire, compare febbre, il dolore diventa progressivamente più intenso o si manifestano altri sintomi inattesi, è opportuno contattare l’odontoiatra.
Cosa fare se il dente del giudizio fa male?
Quando compare dolore, è importante evitare soluzioni fai da te che possano semplicemente mascherare il problema.
In particolare, gli antibiotici non devono essere assunti autonomamente: non tutti i dolori del dente del giudizio sono causati da un’infezione batterica e la necessità di una terapia farmacologica deve essere stabilita dal professionista.
In attesa della visita è importante continuare a mantenere una buona igiene orale della zona, per quanto possibile, evitando di traumatizzare i tessuti infiammati.
La cosa più importante rimane però identificare la causa del dolore.
Quando il dolore al dente del giudizio è urgente?
È consigliabile richiedere una valutazione tempestiva quando il dolore è intenso o progressivamente crescente.
Particolare attenzione deve essere prestata alla comparsa di:
- gonfiore importante;
- febbre;
- difficoltà significativa nell’aprire la bocca;
- difficoltà a deglutire;
- gonfiore che interessa viso o collo;
- peggioramento rapido dei sintomi.
In presenza di difficoltà respiratoria o di un gonfiore importante che coinvolge le vie aeree è necessario rivolgersi urgentemente all’assistenza sanitaria.
Quando fare una visita?
Se avverti dolore nella zona dei denti del giudizio, hai episodi ricorrenti di gengiva gonfia oppure sai di avere un dente incluso, una valutazione odontoiatrica permette di capire se sia necessario intervenire o semplicemente monitorare la situazione.
Presso il nostro studio di Firenze, la decisione sull’eventuale estrazione viene presa dopo aver valutato il singolo caso e gli esami diagnostici necessari.
L’obiettivo non è togliere un dente del giudizio perché “prima o poi potrebbe dare problemi”, ma stabilire se esista una reale indicazione clinica al trattamento.
Quando il dente può essere mantenuto in condizioni di salute, può essere monitorato. Quando invece rappresenta la causa di patologie o problemi ricorrenti, è possibile programmare il trattamento più appropriato.
FAQ sul dente del giudizio
Tutti i denti del giudizio devono essere tolti?
No. Un dente del giudizio sano, correttamente posizionato e mantenibile con una buona igiene può non richiedere alcuna estrazione. Anche alcuni denti inclusi possono essere monitorati se non presentano patologie associate.
A che età spunta il dente del giudizio?
I denti del giudizio tendono a comparire tra la tarda adolescenza e la prima età adulta, ma esiste una notevole variabilità individuale. In alcune persone possono erompere più tardi oppure non comparire nell’arcata.
Come capire se il dente del giudizio è infiammato?
Dolore nella parte posteriore della bocca, gengiva rossa e gonfia, difficoltà durante la masticazione, cattivo sapore e difficoltà ad aprire la bocca possono essere segnali di infiammazione. La diagnosi deve comunque essere effettuata dall’odontoiatra.
Quanto dura il dolore al dente del giudizio?
Dipende dalla causa. Un fastidio legato all’eruzione può avere un andamento diverso dal dolore provocato da pericoronite, carie o infezione. Se il dolore persiste, si ripresenta o aumenta è consigliabile effettuare una visita.
Un dente del giudizio incluso deve essere tolto?
Non necessariamente. L’inclusione, da sola, non rappresenta sempre un’indicazione all’estrazione. Devono essere valutati posizione, sintomi, eventuali patologie e rapporto con le strutture circostanti.
L’estrazione del dente del giudizio è dolorosa?
L’intervento viene normalmente eseguito in anestesia locale. Nei giorni successivi possono comparire dolore e gonfiore, con intensità variabile in base alla complessità dell’estrazione e alle caratteristiche del paziente.
Quanto tempo serve per riprendersi dopo l’estrazione?
I tempi di recupero variano. Dopo un’estrazione semplice il recupero può essere relativamente rapido, mentre un intervento più complesso può richiedere più tempo. L’odontoiatra fornirà indicazioni specifiche in base al caso.
Posso prendere un antibiotico se il dente del giudizio fa male?
Gli antibiotici non devono essere assunti autonomamente. Il dolore non indica necessariamente un’infezione batterica e l’eventuale prescrizione deve essere valutata dal medico o dall’odontoiatra.
Quando devo andare dal dentista per il dente del giudizio?
È consigliabile effettuare una visita se il dolore persiste, si ripresenta, compare gonfiore oppure si hanno difficoltà a masticare o ad aprire la bocca. In presenza di febbre, gonfiore importante o rapido peggioramento è indicata una valutazione tempestiva.
Dove posso far controllare il dente del giudizio a Firenze?
Presso lo Studio Massai Ferraro Selvaggi a Firenze è possibile effettuare una valutazione odontoiatrica per verificare posizione e condizioni dei denti del giudizio e stabilire se sia indicato mantenerli sotto controllo oppure procedere con un trattamento.

