I denti che ricrescono sono un obiettivo della ricerca, ma oggi non rappresentano una cura disponibile nella pratica odontoiatrica.
Sono in sviluppo farmaci e tecnologie per favorire la formazione di nuovi denti. Tuttavia, una sperimentazione non equivale a un trattamento approvato, né dimostra che sia già possibile recuperare un dente perso da un adulto. Fonte
Le notizie sulla rigenerazione dentale suscitano una domanda comprensibile: in futuro potremo sostituire un dente mancante facendone crescere uno nuovo?
Per rispondere, bisogna distinguere gli obiettivi dei ricercatori dai risultati già ottenuti. E soprattutto chiarire che cosa queste novità significano per chi, oggi, ha bisogno di cure.
Che cosa significa far ricrescere un dente?
La rigenerazione dentale comprende ricerche diverse. Alcune puntano a ricostruire specifici tessuti del dente; altre cercano di stimolare lo sviluppo di un nuovo elemento dentario.
Questi obiettivi non vanno confusi con la remineralizzazione dello smalto. Nelle fasi iniziali della carie, prima che si formi una cavità, è possibile favorire il recupero dei minerali persi. Questo processo aiuta a proteggere un dente presente, ma non fa ricrescere un dente estratto. Fonte
La ricerca sulla formazione di nuovi denti affronta invece una sfida più complessa: guidare lo sviluppo di una struttura biologica e la sua integrazione nella bocca. Per questo vengono studiati biomateriali, cellule e terapie mirate. NIDCR
Il farmaco per i denti che ricrescono: che cos’è TRG035?
Uno dei progetti più conosciuti è TRG035, un anticorpo sperimentale sviluppato in Giappone da Toregem BioPharma.
Il farmaco prende di mira la proteina USAG-1, coinvolta nei meccanismi che regolano lo sviluppo dentale. L’obiettivo è intervenire sui segnali biologici che possono ostacolare la formazione dei denti. TRG035 viene studiato inizialmente per forme gravi di assenza congenita di denti. Toregem BioPharma Co., Ltd.
Non si tratta quindi di un prodotto da acquistare e utilizzare autonomamente. È un trattamento in fase di sviluppo clinico, che richiede verifiche su sicurezza, dosaggio ed efficacia.
Il programma della prima sperimentazione sull’uomo prevedeva uno studio di fase I, randomizzato e controllato con placebo, per valutare la sicurezza del farmaco e individuare dosi appropriate. kitano-hp.or.jp
A che punto è la ricerca nel 2026?
Un aggiornamento importante è arrivato il 17 agosto 2026. Toregem ha comunicato che l’autorità regolatoria giapponese PMDA aveva completato la verifica prevista sulla notifica dello studio di fase IIa di TRG035, rivolto all’agenesia dentale congenita.
Nello stesso annuncio, l’azienda indicava che l’inclusione dei partecipanti e la somministrazione sarebbero seguite alle ulteriori valutazioni dei comitati competenti. Fonte
Questo passaggio consente di comprendere una distinzione fondamentale: avanzare nella sperimentazione non significa avere già una cura approvata.
Prima di un impiego clinico occorre stabilire, attraverso gli studi, se il trattamento funziona, per quali pazienti e con quale rapporto tra benefici e rischi. La comunicazione di un passaggio regolatorio non dimostra, da sola, la ricrescita di denti funzionanti nei pazienti.
La ricerca riguarda anche i denti persi dagli adulti?
Un dente mai sviluppato e un dente perso sono due situazioni differenti.
Nell’agenesia dentale congenita, uno o più denti non si formano durante lo sviluppo. Nella perdita dentale acquisita, invece, un dente presente viene perso, per esempio in seguito a una malattia o a un trauma.
Il programma di sviluppo di Toregem riguarda inizialmente l’assenza congenita di denti. L’azienda indica l’estensione ad altre condizioni come una prospettiva futura: questo non dimostra che il farmaco sia già efficace per sostituire i denti persi dagli adulti. toregem.co.jp
Di conseguenza, chi ha perso un dente non può considerare questa sperimentazione un’alternativa già disponibile alle cure attuali.
È possibile coltivare un dente in laboratorio?
Accanto ai farmaci, esiste un altro filone di ricerca: ricreare in laboratorio le condizioni che permettono alle cellule di organizzarsi e avviare lo sviluppo dentale.
Un gruppo del King’s College London ha studiato idrogel, materiali che possono sostenere le interazioni tra cellule coinvolte nella formazione del dente. Il lavoro ha individuato una formulazione capace di favorire la crescita e l’organizzazione di germi dentali in un modello sperimentale. King’s College London
È un risultato utile per comprendere i processi biologici e sviluppare nuove tecnologie. Tuttavia, non equivale alla disponibilità di denti completi da coltivare e impiantare abitualmente nei pazienti.
Restano da affrontare questioni essenziali, come il controllo dello sviluppo e l’integrazione del nuovo dente nella bocca. Lo stesso ateneo presenta l’applicazione clinica come una possibilità futura. King’s College London
I denti che ricrescono sostituiranno gli impianti?
Oggi non possiamo affermarlo. Le ricerche aprono prospettive interessanti, ma i progetti citati non dimostrano che la rigenerazione dentale possa già sostituire gli impianti nella pratica clinica. toregem.co.jp
Per chi ha denti mancanti, le opzioni attuali possono comprendere:
- Impianti dentali, che sostengono restauri protesici.
- Ponti, che sostituiscono uno o più denti mancanti.
- Protesi rimovibili, utilizzate secondo le necessità del paziente.
La scelta richiede una valutazione odontoiatrica individuale. Non esiste una soluzione adatta a tutti: il dentista considera la situazione della bocca, le condizioni dei denti presenti e le esigenze della persona. mouthhealthy.org
Conviene aspettare una futura cura per la ricrescita dei denti?
Se manca un dente, è opportuno valutare la situazione con il dentista senza basare la decisione sulla promessa di una terapia futura.
La perdita dentale può favorire lo spostamento dei denti vicini e, in alcuni casi, la perdita di osso nell’area interessata. Una visita permette di capire quali conseguenze siano presenti e quali possibilità di trattamento considerare. mouthhealthy.org
Informarsi sulle novità scientifiche è utile. Per scegliere come prendersi cura della propria bocca, però, servono una diagnosi e un piano fondato sulle condizioni attuali.
Domande frequenti sui denti che ricrescono
I denti permanenti possono ricrescere dopo un’estrazione?
Oggi non esiste, tra le tecnologie qui descritte, una cura approvata di uso ordinario che faccia ricrescere un dente permanente estratto. La formazione di nuovi denti resta un obiettivo di ricerca. toregem.co.jp
Il farmaco giapponese per far ricrescere i denti è disponibile in Italia?
TRG035 è un farmaco sperimentale. L’annuncio relativo alla fase IIa in Giappone riguarda il percorso di sperimentazione, non l’autorizzazione alla vendita o l’impiego negli studi dentistici italiani. Fonte
Un dentifricio può far ricrescere un dente?
No. Favorire la remineralizzazione dello smalto significa aiutare a recuperare minerali in un dente presente. È un processo diverso dalla formazione di un nuovo dente. nidcr.nih.gov
Quando saranno disponibili i denti che ricrescono?
Gli aggiornamenti citati non permettono di indicare una data certa. I tempi dipendono dai risultati degli studi e dalle autorizzazioni necessarie: una previsione non è una garanzia di disponibilità. Fonte
Un dente mancante? Parti da una valutazione della tua bocca
La ricerca sui denti che ricrescono merita attenzione. Nel frattempo, prendersi cura dei denti presenti e valutare quelli mancanti rimane il punto di partenza.
Presso il nostro studio a Firenze possiamo valutare la tua situazione e illustrarti le possibilità di trattamento adatte alle tue esigenze. Contattaci per una visita: ti aspettiamo in studio.
Tutto quello che avete letto sono notizie su un progetto a lungo termine che probabilmente vedrà i suoi frutti tra molti molti anni.
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